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La DOP Champagne - Cos’è una denominazione di origine controllata?

L’essenziale

La denominazione AOC Champagne è un marchio di qualità e origine (SIQO), istituito ufficialmente con decreto il 29 giugno 1936. Si basa su due pilastri: un’area geografica delimitata (5 dipartimenti, 35.000 ettari classificati) e un disciplinare preciso che regola i vitigni, la vinificazione e l’invecchiamento.

Quando è stata istituita la denominazione AOC Champagne?
La denominazione AOC Champagne è nata ufficialmente con il decreto del 29 giugno 1936. Il suo territorio comprende 5 dipartimenti, 635 comuni autorizzati a produrre champagne, di cui 319 possono ospitare vigneti, su 35.000 ettari classificati.
Chi controlla la denominazione AOC Champagne?
La denominazione AOC Champagne si basa su tre soggetti: l'INAO (ente di tutela), il Syndicat Général des Vignerons (ente di gestione riconosciuto come ODG) e l'AIDAC (ente di controllo accreditato dal 1° luglio 2008).
Qual è la differenza tra il disciplinare e il piano di controllo in una DOP?
Il disciplinare di una DOC definisce le regole di produzione (vitigni, vinificazione, invecchiamento, etichettatura). Il piano di ispezione specifica la frequenza e le modalità di controllo di queste regole, oltre alle sanzioni in caso di mancato rispetto.

Dietro l'etichetta "Champagne" si nasconde un rigoroso sistema di garanzia nato nel 1936: l'AOC, con le sue regole, i suoi protagonisti e i suoi terroir ben definiti.

5 min di lettura
La DOP Champagne - Cos’è una denominazione di origine protetta?

Cos’è una denominazione di origine controllata?

Una denominazione di origine controllata (DOC) è un marchio che attesta la qualità e l’origine (SIQO). Indica un prodotto la cui autenticità, qualità e tipicità sono garantite da due elementi:

  • la sua origine geografica: una DOC può essere prodotta solo in un territorio delimitato in base a caratteristiche storiche, geologiche e climatiche;
  • il suo metodo di produzione: una DOC viene prodotta secondo condizioni specifiche, definite da un disciplinare (vitigni, pratiche colturali, vendemmia, vinificazione, invecchiamento, ecc.)

Le denominazioni di origine controllata, per il settore vitivinicolo, sono nate con il decreto-legge del 30 luglio 1935. Questo decreto, allo stesso tempo, istituiva il Comitato nazionale delle denominazioni di origine dei vini e delle acquaviti, diventato poi, con decreto del 16 luglio 1947, l’Istituto nazionale delle denominazioni di origine dei vini e delle acquaviti (INAO). Più in generale, le DOC affondano le loro radici nella lotta contro le frodi e le usurpazioni che hanno animato diverse grandi regioni vinicole per tutto il XIX secolo e all’inizio del XX secolo. Infatti, commercianti e produttori volevano che fosse garantita l’origine delle uve e dei vini prodotti, per porre fine alla commercializzazione di vini di scarsa qualità o di provenienza esterna spacciati per vini rinomati. Il 1° agosto 1905 viene così promulgata la legge «sulle frodi e le falsificazioni in materia di prodotti o servizi», la prima di una lunga serie di disposizioni volte a proteggere le denominazioni di origine.

L’AOC Champagne è nata ufficialmente con il decreto del 29 giugno 1936. La sua area geografica si estende su 5 dipartimenti, per un totale di 635 comuni in cui è consentita la produzione di champagne. Tra questi, 319 possono ospitare vigneti, per un totale di 35.000 ettari classificati. Nel 2003 l’INAO, su richiesta della SGV, ha avviato una procedura di revisione dei confini di quest’area geografica, che dovrebbe concludersi intorno al 2018-2020.

Come funziona una denominazione di origine controllata?

I fondamenti e l’esistenza di una denominazione di origine controllata (DOC) si basano su tre organismi (un ente di tutela, un ente di gestione e un ente di controllo) e su due strumenti (un disciplinare e un piano di ispezione).

Tre organismi:

  • L’Istituto nazionale per l’origine e la qualità (INAO) è l’ente incaricato della gestione generale dei segni di identificazione della qualità e dell’origine (SIQO), di cui fanno parte le AOC. L’INAO riconosce una DOC e ne definisce il funzionamento: delimitazione del territorio, riconoscimento degli Organismi di difesa e gestione (ODG) e dell’Organismo di ispezione (OI), approvazione del disciplinare e del piano di ispezione, ecc. In sintesi, l’INAO è, in un certo senso, il custode della denominazione di origine controllata, poiché ne è il promotore e il garante del corretto funzionamento.

  • L’Organismo di difesa e gestione (ODG), dal canto suo, è il gestore della denominazione. Riconosciuto dall’INAO, l’ODG ha tre missioni principali: la gestione, il controllo e la difesa della denominazione. Quindi, l’ODG:
    • elabora il disciplinare e contribuisce alla sua applicazione,
    • propone l’ente di ispezione e partecipa alla stesura del piano di ispezione,
    • svolge una parte dei controlli (di carattere informativo e non sanzionatorio) presso gli operatori,
    • contribuisce alla conservazione e alla valorizzazione dei territori, delle tradizioni locali, del know-how e dei prodotti che ne derivano,
    • si occupa della difesa e della tutela del nome, del prodotto e del territorio.

    Nella Champagne, il Syndicat Général des Vignerons è stato riconosciuto dall’INAO come Organismo di difesa e gestione delle AOC Champagne e Coteaux Champenois. Va notato che in passato l’SGV era il sindacato di difesa di queste stesse denominazioni e, di conseguenza, si occupava di gran parte dei compiti che ora spettano agli ODG. Un’altra parte di questi compiti era svolta dal CIVC (Comitato interprofessionale del vino di Champagne) e continua quindi ad esserlo nell’ambito di una convenzione tra i due organismi.
  • L’organismo di ispezione (OI) è l’ente di controllo. Proposto dall’ODG, viene accreditato dall’INAO. Questo organismo elabora, per ogni disciplinare, il piano di ispezione, di concerto con l’ODG. È sulla base di questo piano di ispezione che l’OI garantisce il controllo degli operatori della Champagne. Valutato regolarmente dall’INAO, controlla anche l’ODG, per assicurarsi che il controllo di cui è responsabile venga svolto correttamente.Nella Champagne, l’organismo di ispezione è l’Associazione di ispezione delle denominazioni della Champagne (AIDAC). Accreditato dal 1° luglio 2008, controlla le denominazioni Champagne (AOC), Coteaux Champenois (AOC), Rosé des Riceys (AOC), Marc de Champagne (Denominazione di origine regolamentata) e Eaux-de-vie de vin de la Marne (Denominazione di origine regolamentata).

Due strumenti:

  • Il disciplinare definisce le condizioni alle quali deve essere prodotta una denominazione. Redatto dall’ODG e approvato dall’INAO, descrive tutte le caratteristiche e le regole minime che l’operatore deve rispettare per poter utilizzare la denominazione in questione: nome della denominazione, indicazione dell’annata, colore del prodotto, area geografica, vitigni, metodi di conduzione del vigneto, pratiche colturali, vendemmia, maturità delle uve, rese, pigiatura, vinificazione, imbottigliamento, durata dell’invecchiamento, sboccatura, etichettatura, ecc.
  • Il piano di ispezione specifica tutte le modalità organizzative del controllo. Per ogni condizione di produzione definita dal disciplinare della denominazione, il piano di ispezione descrive la frequenza e le modalità del controllo, nonché le sanzioni in caso di mancato rispetto. Il piano di ispezione viene elaborato dall’ente di controllo, in collaborazione con l’ODG, e approvato dall’INAO.

L’AOC Champagne

Unica e invidiata in tutto il mondo, l’AOC Champagne prospera in un terroir eccezionale sotto ogni punto di vista. Scopri le caratteristiche della nostra AOC.

Nella nostra zona di denominazione, 4 grandi regioni si distinguono per la loro personalità e i vitigni dominanti:

  • La Montagna di Reims
  • La Valle della Marna
  • La Côte des Blancs
  • La Côte des Bar e Montgueux

La mappa dell’AOC Champagne

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