La casa di Champagne lancia oggi un’iniziativa all’avanguardia: ha creato una serie di video nella lingua dei segni francese, per condividere la sua passione e il suo mestiere con le persone sorde e ipoudenti, rendendo così lo Champagne più inclusivo.

Una casa a conduzione familiare che apre la strada a uno Champagne più accessibile
La casa De Sousa è stata fondata all’inizio degli anni ’50 ad Avize, nel cuore della Côte des Blancs. La tenuta di 10 ettari è oggi gestita dai tre figli Julie, Valentin e Charlotte (che hanno rilevato l’attività nel 2020).
È stata proprio Charlotte ad avere l’idea di creare dei video tradotti nella lingua dei segni, per rendere la sua competenza e la sua passione più accessibili alla comunità sorda.
Con il supporto dell’associazione LÉA de Champagne, specializzata in inclusione, il marchio di champagne De Sousa ha ideato una serie composta da una decina di brevi video tradotti nella lingua dei segni francese (LSF), che presentano le sue cuvée, la sua filosofia, i suoi metodi e la sua storia.
Ma questo è solo l’inizio: la casa di Champagne vuole organizzare, a partire dall’estate 2022, visite alle cantine in lingua dei segni. Per raggiungere questo obiettivo, il suo team si sta formando alla lingua dei segni con l’Associazione dei Sordi di Reims e della Champagne-Ardenne.
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Cuvée che rispecchiano un terroir d’eccezione
Situata nei più bei terroir della Champagne, la casa De Sousa produce circa 100.000 bottiglie di Champagne all’anno. Offre diverse cuvée, tra cui Brut Tradition, Extra Brut Réserve, Brut Rosé, Mycorhize, Umami, 3A e Cuvée des Caudalies.
I suoi vigneti hanno un sottosuolo gessoso che conferisce ai suoi champagne finezza, eleganza e mineralità.
Tre quarti dei suoi vigneti hanno più di 45 anni. I suoi champagne valorizzano tre vitigni: lo chardonnay (60%), il pinot nero (30%) e il pinot meunier (10%). A partire dall’annata 1995 e per i vigneti più vecchi, la vinificazione avviene in piccole botti di rovere, che conferiscono corposità al vino. Ogni cuvée matura lentamente nella cantina scavata nel gesso della Champagne, che mantiene una temperatura costante di 10 °C.
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Uno champagne biologico e biodinamico
La famiglia De Sousa produce il proprio champagne nel rispetto della terra, con l’amore per il lavoro ben fatto, la qualità e l’innovazione.
Sotto la guida di Erick De Sousa, la casa ha così intrapreso progressivamente una conversione al biologico e al biodinamico. «Non mi sono mai sentito molto a mio agio con i prodotti chimici», spiega Erick De Sousa. «Per me, il biologico non è una religione, ma uno strumento che permette di migliorare la qualità».
Gli Champagne de Sousa sono quindi certificati biologici dal 2010 e biodinamici dal 2013. L’approccio biodinamico è diverso da quello biologico: è più complesso, perché tiene conto dell’intero universo del vigneto.
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Storia della casa Champagne De Sousa
Se la famiglia De Sousa si è stabilita in Champagne, è perché Manuel De Sousa ha combattuto al fianco degli Alleati durante la Prima guerra mondiale. Originario della provincia di Braga, vicino a Porto, stringe dei contatti in Francia, prima di raggiungere la moglie e il figlio Antoine, rimasti in patria.

Lavoratore agricolo, Manuel si mette a disposizione come bracciante e sparge sui vigneti quella buona terra gialla ricca di ferro, estratta dai boschi di Avize. A 29 anni, muore a causa di un tumore al cervello, lasciando una moglie e quattro figli.
Antoine, il maggiore, fa allora un incontro decisivo: si innamora della signorina Zoémie, nata Bonville, che proviene da una famiglia di viticoltori ben consolidata nella Champagne.
CHAMPAGNE CUVÉE 3A
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CHAMPAGNE RÉSERVE Grand Cru
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