Come si legge un'etichetta per riconoscere un vero champagne?
L’essenziale
Per riconoscere un vero champagne, l’etichetta deve obbligatoriamente riportare la dicitura AOC «Champagne», il nome e il comune del produttore, il dosaggio (brut, sec...), il volume e un numero di registrazione CIVC preceduto da due iniziali che indicano una delle 9 categorie di produttori — RM, NM, CM, tra le altre.
- Cosa significano le due lettere sull'etichetta dello champagne?
- Queste due sigle obbligatorie indicano la categoria professionale del produttore: RM (Récoltant-Manipulant, vinifica il proprio raccolto), NM (Négociant-Manipulant, acquista l’uva), CM (cooperativa di vinificazione). Esistono 9 possibili status definiti dal CIVC.
- Qual è la differenza tra "brut", "Extra Brut" e "Brut Nature" nello champagne?
- Il dosaggio indica il contenuto di zucchero di uno champagne: il Brut contiene almeno 12 g di zucchero per litro, l’Extra Brut tra 0 e 6 g, mentre il Brut Nature viene prodotto senza zuccheri aggiunti.
- Cos’è uno champagne “Blanc de Blancs” o “Blanc de Noirs”?
- Uno champagne “blanc de blancs” viene prodotto esclusivamente con uve Chardonnay, l’unico vitigno bianco tra i tre vitigni della regione dello Champagne. Un “blanc de noirs”, invece, deriva dai vitigni a bacca nera Pinot Nero e Pinot Meunier.
Su un'etichetta di champagne, due piccole lettere e alcune indicazioni obbligatorie ti dicono tutto quello che devi sapere prima di comprarlo.
8 min di lettura

Il Comitato Champagne, che ha tra i suoi compiti quello di tutelare la Denominazione di Origine Controllata Champagne, ti informa che il nome “Champagne” è invariabile.
Champagne è una Denominazione di Origine Controllata (DOC) che indica esclusivamente un vino spumante prodotto in Francia, nella regione viticola della Champagne, secondo metodi rigorosamente definiti dalla legge.
Quindi, dire che uno Champagne è francese è ridondante e usare la denominazione «Champagne» per indicare spumanti di origine straniera costituirebbe un uso improprio della DOC.
Distinguere lo Champagne dagli altri vini spumanti
Per distinguere lo Champagne dagli altri vini spumanti, devi saper leggere l’etichetta. Su di essa devono comparire alcune diciture obbligatorie che forniscono indicazioni precise sull’origine del vino e sulla sua produzione.
Come riconoscere un vero Champagne: leggi l’etichetta
Il nome o la ragione sociale del produttore, il nome del comune in cui si trova la sede legale e la dicitura «Francia» (+ il nome del comune in cui il vino viene prodotto, se diverso dalla sede legale),
Un numero di registrazione professionale rilasciato dal Comité Champagne, preceduto dalle iniziali che indicano la categoria professionale del produttore,
L’identificazione del lotto (o direttamente sulla bottiglia),
L’indicazione degli allergeni (ad esempio anidride solforosa, solfiti o biossido di zolfo...),
L’avvertenza «il consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza, anche in piccole quantità, può avere gravi conseguenze sulla salute del bambino»*
Il logo «punto verde» per il produttore che ha stipulato un contratto per il ritiro degli imballaggi con un’azienda autorizzata,
Se del caso, l’anno di vendemmia o qualche particolarità della cuvée (blanc de blancs, rosé, blanc de noirs, ecc.),
Informazioni sui vitigni, la data di sboccatura, le caratteristiche sensoriali, gli abbinamenti cibo-vino, ecc...
La dicitura «Prodotto in Francia»
* La dicitura o il logo (obbligatorio solo in alcuni mercati)
Le diciture obbligatorie
Alcuni dettagli devono obbligatoriamente figurare sull’etichetta:
la dicitura “champagne”
il marchio o la casa che ha imbottigliato il vino
il contenuto di zucchero o il dosaggio che caratterizza il tipo di vino (brut, secco…)
il volume della bottiglia (in cl o ml)
il nome del produttore
il comune di produzione
il paese di origine
il numero di registrazione professionale rilasciato dal CIVC (e il suo stato)
Altre indicazioni
Sulle etichette possono comparire altre indicazioni, anche se non sono obbligatorie come quelle precedenti.
il titolo alcolometrico volumico (% vol.)
l’indicazione degli allergeni
l’avvertenza «Il consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza, anche in piccole quantità, può avere gravi conseguenze sulla salute del bambino» o il relativo logo
il «punto verde» per i produttori che hanno sottoscritto un contratto di raccolta degli imballaggi
l’anno di produzione di un’annata
le caratteristiche delle cuvée (Rosé, blanc de blancs…)
Le etichette
Sulla bottiglia di champagne c’è un’etichetta che serve a informare il consumatore e a riportare le indicazioni obbligatorie.
Questa etichetta è un po’ come la carta d’identità della bottiglia. Infatti, è lì che trovi tutta la sua storia: da dove viene, il produttore, i vitigni utilizzati… e le sue caratteristiche: il grado alcolico, la capacità…
La prima cosa che dovrebbe saltarti all’occhio è la denominazione A.O.C. “Champagne”: è la denominazione che ti garantisce la provenienza del tuo vino. In secondo luogo, il nome della casa che ha prodotto questa bottiglia; in genere, le grandi case lo espongono con orgoglio. Poi c’è il luogo di produzione. Infatti, è un obbligo di legge. Un’altra indicazione chiara è il dosaggio, ovvero la quantità di zucchero contenuta nella tua bottiglia. Potrai saperne di più grazie alle denominazioni “brut”, “sec”, “non dosé”…
Su alcune bottiglie puoi anche vedere la dicitura “Produit de France”. Lo scopo è quello di fornire sempre un’ulteriore conferma sulla provenienza del prodotto e sulla sua qualità.
Su altre, ogni tanto puoi notare quella che si chiama una “riconoscenza”. Quando un viticoltore ne riceve una, la si può vedere tramite un’etichetta aggiuntiva apposta sulla bottiglia, oppure grazie a una fascetta situata sul collo della bottiglia. Questo può aiutare i consumatori a scegliere se non hanno conoscenze sufficienti o se non sono accompagnati da un enotecario. Inoltre, contribuisce ad aumentare le vendite quando lo champagne viene venduto online.
Due piccole lettere davvero utili…
Sull’etichetta trovi anche due piccole lettere che la dicono lunga sull’origine della bottiglia. Devono per forza comparire in fondo all’etichetta, nascoste tra le indicazioni sul grado alcolico o sulla capacità della bottiglia. Si possono individuare due piccole lettere che ci informano sullo status del produttore della bottiglia. Ci sono nove possibilità:
Le categorie professionali dei produttori sono le seguenti:
NM Négociant-Manipulant
Si tratta di una persona fisica o giuridica che, oltre alle uve provenienti dai propri vigneti – se ne possiede –, acquista uve, mosti o vini e ne cura la vinificazione nei propri locali.
RM Récoltant-Manipulant
Si occupa della vinificazione, nei propri locali, esclusivamente dei vini provenienti dal proprio raccolto.
RC Viticoltore-cooperatore
Consegna l’uva del proprio raccolto alla cooperativa e poi ritira dalla cooperativa mosti o vini in fase di lavorazione o pronti per essere commercializzati.
CM Cooperativa di vinificazione
Produce, nei propri locali, i vini provenienti dall’uva dei propri soci.
ND Commerciante distributore
Compra vini già imbottigliati, sui quali applica, nei propri locali, le etichette.
MA Marchio dell’acquirente
Il produttore, che sia un commerciante, un viticoltore o una cooperativa, vende bottiglie già pronte ed etichettate con il marchio del cliente che le acquista.
SR Società di viticoltori
Produce i vini provenienti dalla vendemmia dei propri soci appartenenti alla stessa famiglia e li commercializza.
Indicazione riservata ai marchi delle grandi catene di distribuzione; si tratta di un marchio registrato. Il produttore vende le sue bottiglie con il marchio registrato, che sia un commerciante, un viticoltore o una cooperativa.
Tuttavia, nessuna di queste diciture garantisce che lo champagne sia buono o meno: il modo migliore per scoprirlo è quindi assaggiarlo!
Carta d’identità dello Champagne
La legge impone che il nome del paese in cui si trova la casa produttrice sia indicato sull’etichetta. Questa, però, non specifica sempre la posizione esatta dei vigneti.
Sull’etichetta deve figurare anche l’indicazione della quantità di champagne. Il più comune è il Brut, con almeno 12 g di zucchero per litro, ma la tendenza è sempre più verso le cuvée Extra Brut (da 0 a 6 g di zucchero per litro), o addirittura Brut Nature (senza zuccheri aggiunti).
Seguono poi altre indicazioni non obbligatorie, come la classificazione sulla scala del vitello di Champagne. Il terroir dello Champagne è suddiviso in 3 classi in base alla qualità delle uve (anche se le dimensioni di questo piccolo vigneto sono oggetto di discussione). Il Grand Cru è il livello più alto della denominazione, che comprende solo 17 villaggi, seguito dalle denominazioni Premier Cru e infine dalle denominazioni Autres Crus, che comprendono il resto del terroir.
Informazioni sulla produzione dello champagne
Sulle etichette di alcune cuvée si nota anche la dicitura «Blanc de Blancs», vini prodotti esclusivamente con il vitigno Chardonnay, l’unico bianco tra i tre vitigni della Champagne. Al contrario, i riferimenti ai «Blanc de Noirs» indicano cuvée ottenute da vitigni a bacca nera: Pinot Noir e Pinot Meunier.
Si può anche trovare l’indicazione «Rosé de Saignée», che significa che lo champagne rosé non è ottenuto aggiungendo champagne rosso, ma tramite macerazione delle uve (Pinot). Questo metodo non è molto diffuso nella regione e può dare vita a una cuvée più corposa e dal carattere più deciso.
La presenza di un’annata indica che tutte le uve utilizzate per la produzione della cuvée provengono dalla stessa annata. A volte capita che alcuni viticoltori scelgano di non dichiarare l’annata, anche se la cuvée contiene uve di un unico raccolto. Se l’anno è indicato sull’etichetta, deve esserci anche sul tappo.
Su alcune cuvée compaiono anche le date di svinatura. Anche se questa pratica si sta diffondendo, rimane comunque una minoranza. Questo permette agli intenditori di sapere per quanto tempo lo champagne è stato affinato sur lies.
Infine, in Champagne ci sono alcuni rari «Clos», dai quali i proprietari spesso producono una cuvée occasionale, che viene indicata sull’etichetta.
Controetichetta
Il retro della bottiglia è quello che si chiama controetichetta. Non tutte le bottiglie ne hanno una, ma se ce l’hanno, ti consigliamo di guardarla più da vicino.
Troverai informazioni preziose come i nomi dei vitigni usati per produrre lo Champagne, suggerimenti per la degustazione, abbinamenti cibo-vino, le caratteristiche del terroir... ma soprattutto, per gli appassionati di Champagne, la data di spillatura! È proprio questa che indica per quanto tempo lo Champagne è stato invecchiato.
Bene, ora ne sai di più su come scegliere il vero Champagne. In attesa di scoprire come conservare e degustare lo Champagne, ti proponiamo di scoprire le qualità della Maison KRUG.
Le bottiglie di questo articolo
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