Situata nella zona nord-orientale della Francia, la Champagne viticola è il vigneto francese più a nord. Sorge su un antico mare interno e si estende su terreni con affioramenti di gesso.
Champagne viticola
La Champagne viticola si estende a est di Parigi e a nord della Borgogna. Copre principalmente il dipartimento della Marna, ma anche l’Aube, l’Aisne, la Senna e Marna e l’Alta Marna.
Coltivata in epoca tardiva a causa del clima e della posizione, risalirebbe al VII secolo, o addirittura al V secolo secondo Mennesson.
È con la Grande Carta della Champagne del 1114 che nasce l’atto fondatore del vigneto. Guillaume de Champeaux, vescovo di Châlons-en-Champagne, conferma così i possedimenti dell’abbazia di Saint-Pierre-aux-Monts, a Châlons.
I monaci piantarono allora delle viti, chiamate anche «galipes», sui terreni migliori.
Questo aprirà la strada a un percorso di riconoscimento costellato di eventi. Così, con Enrico IV, questo “Vin de France” afferma la propria identità con lo status di “Vin de Champagne”. Diventa poi ufficialmente il vino delle incoronazioni alla Corte di Francia in occasione dell’incoronazione di Luigi XIV, il 7 giugno 1654. Seguirà, sotto il regno di Luigi XV, nel 1728, l’autorizzazione a spedire il vino in bottiglia. Questo segna l’inizio dello sviluppo dello champagne, che da quel momento può essere esportato.
Forte del suo successo, il termine «champagne» non tarda a essere usurpato. Questo spinge gli operatori del settore a organizzarsi.
Leggi e decreti permetteranno di difendere la denominazione, definendone il metodo di produzione e l’ubicazione con la legge del 6 maggio
1919, modificata da quella del 22 luglio 1927.
Caratteristiche climatiche
Il terroir della Champagne si caratterizza per la doppia influenza climatica, il rilievo scosceso e il suolo prevalentemente calcareo.
L’insieme di questi elementi indissociabili ne fa un vigneto unico, garantendo la tipicità dei vini che ne derivano.
La posizione geografica della Champagne viticola è accompagnata da una doppia influenza climatica. È al tempo stesso continentale, con un'esposizione solare estiva, e oceanica, con precipitazioni costanti e moderate.
Le temperature hanno una media annuale che oscilla intorno agli 11 °C. Gli sbalzi termici sono limitati e le piogge sono distribuite in modo regolare durante tutto l’anno.
Tuttavia, le gelate rappresentano un rischio che richiede una particolare attenzione ai vigneti. In inverno, infatti, possono distruggere le viti. In primavera, invece, indeboliscono i germogli.
Questo clima, unito all’esposizione, permette al vigneto di godere di un’esposizione al sole notevole, vista la sua posizione. Offre vini tesi e freschi, con una bassa dolcezza e una nota aromatica di rara finezza.
Caratteristiche dei terreni
Il rilievo ondulato e scosceso del territorio garantisce un buon soleggiamento dei vigneti e facilita il deflusso dell’acqua in eccesso.
Il sottosuolo è prevalentemente calcareo. Questo risale all’era del Cretaceo. Il nome deriva dal latino creta, che significa «gesso». Si riferisce ai vasti depositi marini gessosi risalenti a quell’epoca, quando i mari ricoprivano l’intera regione. La roccia così formatasi nasconde fossili come quelli dei belemniti, simili alle seppie, e dei micraster, della famiglia dei ricci di mare. Presente soprattutto sulla Côte des Blancs e sulla Montagne de Reims, favorisce il drenaggio, assorbe le variazioni di temperatura e conferisce acidità e mineralità all’uva.
Più a sud e a ovest, lascia il posto a terreni argillosi o marnosi, che conferiscono maggiore rotondità.
Il terroir si caratterizza anche per la sua frammentazione. Ogni villaggio costituisce un cru. I 319 cru si estendono su circa 280.000 appezzamenti. La loro superficie media, rapportata ai 34.200 ettari di vigneto, si aggira intorno ai 12 are. Questa particolarità permette di creare cuvée da singola parcella, che esprimono così tutta la tipicità del terroir.
La Champagne viticola viene generalmente suddivisa in 4 zone: la Côte des Blancs, la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne e la Côte des Bar.
Le 4 regioni
La piaga della fillossera alla fine del XIX secolo e la Prima Guerra Mondiale hanno ridotto notevolmente la superficie del vigneto della Champagne.
Oggi si estende su 34.200 ettari, il che lo rende uno dei vigneti più piccoli di Francia. È suddiviso in quattro regioni di produzione.
Tra i principali produttori mondiali di vino, la Francia conta quasi 800.000 ettari di vigneti. La Champagne Viticole ne rappresenta meno del 5% e totalizza circa un terzo delle esportazioni di vini francesi. Nel 2021 ha registrato un forte rilancio con 320 milioni di bottiglie spedite.
Produce soprattutto Champagne, ma anche, in misura più limitata, vini fermi, non spumanti:
• i Coteaux Champenois, vino bianco, rosso o rosé,
• il Rosé des Riceys, ottenuto da uve provenienti dall’omonimo comune.
Côte des Blancs
La Côte des Blancs si trova nel dipartimento della Marna, a sud di Épernay. Si estende per una ventina di chilometri perpendicolarmente alla Valle della Marna.
I pendii sono per lo più orientati
verso est e sud-est, proteggendo i vigneti dai venti dominanti. I vigneti sono generalmente piantati tra i 100 e i 200 metri di altitudine.
Questa regione è la culla dello Chardonnay, da cui prende il nome. Questo vitigno bianco trova qui la sua massima espressione grazie a uno strato gessoso che conferisce finezza e mineralità.
Questa zona è caratterizzata da un terreno con gesso affiorante, un vero e proprio serbatoio di acqua e calore. La roccia permette di accumulare il calore solare durante il giorno e di rilasciarlo durante la notte. Assicura inoltre il prosciugamento del terreno, eliminando così l’acqua in eccesso grazie a un drenaggio perfetto. Questo permette di regolare l’eccesso di umidità nei periodi piovosi e di attenuare gli effetti della siccità in estate. In superficie, il gesso riflette la luce e il calore sui vitigni.
Se questa roccia è stata utilizzata per la costruzione di Reims, le cave di gesso così scavate ora fungono da cantine. Garantiscono una temperatura e un’umidità ideali per l’invecchiamento e la conservazione dello champagne.
In questa «Champagne gessosa» si affiancano viticoltori indipendenti, grandi case produttrici e cooperative per offrire cuvée che esaltano lo Chardonnay. Apprezzato dagli intenditori, lo Chardonnay della Côte des Blancs e, ancora di più, lo Chardonnay Grand Cru sfoggia aromi complessi e delicati.
Proveniente da questi appezzamenti straordinari, esprime la quintessenza di cuvée fuori dal comune.
La specificità dei terroir gli permette di esprimersi in modi diversi:
• Gli champagnedi Avize, ad esempio,sono ricercati per la loro mineralità e gli aromi di fiori bianchi punteggiati da nobili note agrumate,
• Gli champagne di Chouilly sono apprezzati per la loro eleganza avvolta da note di frutta dolce, su uno sfondo di freschezza ,
• Le cuvées di Oger si riconoscono per i loro aromi generosi, con un leggero sentore di pasticceria che evolve verso note leggermente speziate,
• Quelle di Mesnil-sur-Oger, invece, si caratterizzano per la loro ampiezza e complessità, grazie a un terreno più morbido,
• Infine, l'champagne proveniente da Cramant si distingue per la sua potenza e concentrazione.
In prosecuzione della Côte des Blancs, il terroir del Sézannais si caratterizza per la presenza di argilla o sabbia su un terreno gessoso. Questa zona viticola è coltivata prevalentemente a Chardonnay.
Montagne de Reims
La Montagne de Reims è un altopiano boscoso circondato da colline coltivate a vigneto tra Reims ed Epernay. È la regione che conta il maggior numero di comuni classificati come Grand Cru. Il vigneto è suddiviso in cinque zone:
Bouzy-Ambonnay, Écueil, Chigny-les-Roses, Verzenay, Trépail, Nogent-l’Abbesse.
Il termine «montagna» deriva dal dislivello tra la pianura della Champagne e la cuesta (rilievo asimmetrico con un versante ripido e uno opposto in leggera pendenza). I vigneti raggiungono qui i 200 metri di altitudine.
Esposta prevalentemente a sud e caratterizzata da un terreno calcareo in profondità, la Montagne de Reims è la terra ideale per il Pinot Nero. Da qui nascono champagne particolarmente freschi, potenti e profumati. Le cuvée così prodotte offrono aromi di eccezionale finezza. Si prestano bene all’invecchiamento prolungato, sprigionando così aromi arricchiti da note di frutta secca o spezie. Sono apprezzate sia come aperitivo che per accompagnare un piatto a base di carne.
Lo Chardonnay è presente sui pendii orientali, al riparo dai venti occidentali, come a Villers-Marmery e a Trépail. Quanto al Pinot Meunier, è coltivato soprattutto a ovest, nei comuni di Ludes e Rilly-la-Montagne.
La regione è dominata dal faro di Verzenay. Costruito all’inizio del XX secolo da Joseph Goulet, offre una vista panoramica su quello che il suo costruttore chiamava il «mare di vigneti». Ospita un museo con un percorso alla scoperta della vite e dei terroir.
Valle della Marna
Il vigneto della Valle della Marna nasce a est, a Tours-sur-Marne, e si estende verso ovest. Attraversa il cuore storico del vigneto passando in particolare per Épernay, Aÿ e Hautvillers.
Con oltre 12.000 ettari di vigneti, la Valle della Marna e i suoi 108 comuni è la regione più estesa della Champagne viticola.
I vitigni più diffusi sono:
• il Pinot Nero, soprattutto vicino alla Montagna di Reims, dove il terreno è calcareo,
• il Pinot Meunier, piantato più a ovest, su un terreno argilloso-marnoso lungo i pendii ripidi.
Questo contrasto permette di ottenere assemblaggi straordinari, che uniscono vitigni e terroir complementari.
Hautvillers
Pittoresco paesino, Hautvillers è famoso per le sue stradine tortuose, i suoi vigneti classificati come Premier Cru e la sua abbazia. Qui si trova la tomba del monaco Dom Pérignon.
Quest’ultimo ne ha amministrato i beni per quasi 50 anni, ponendosi come missione quella di produrre il «miglior vino del mondo».
Côte des Bar
La Côte des Bar, dove «bar» significa «cima» in riferimento al suo rilievo scosceso, è la zona più meridionale del vigneto della Champagne.
Si estende su 8.000 ettari a sud del dipartimentodell’Aube.
È l’ultima regione ad essersi unita alla Champagne Viticole. Fino ad allora, era considerata una zona di produzione secondaria, da utilizzare in caso di carenze o di disaccordi sui prezzi tra commercianti e viticoltori. Il suo status è stato riconosciuto con la legge del 1927 che definiva la zona di produzione dello champagne.
Il sottosuolo è costituito essenzialmente da marne, rocce sedimentarie che mescolano calcare e argilla, simili a quelle della vicina Borgogna.
Originariamente coltivata a Gamay, oggi produce principalmente un Pinot Nero rotondo e fruttato, molto apprezzato per la sua freschezza.
È l’unica regione a vantare 3 denominazioni:
• Champagne,
• Coteaux Champenois,
• Rosé des Riceys.