I vitigni della Champagne
L’essenziale
L'Champagne viene prodotto principalmente con tre vitigni: il Pinot Nero (38% dei vigneti), lo Chardonnay (30%) e il Pinot Meunier. Il Pinot Nero conferisce corpo e potenza, lo Chardonnay finezza e mineralità, mentre il Meunier apporta rotondità e morbidezza. Quattro vitigni detti «dimenticati» completano l’elenco, ma rappresentano solo lo 0,3% della superficie coltivata.
- Qual è la differenza tra Blanc de Blancs e Blanc de Noirs nella regione dello Champagne?
- Lo Champagne Blanc de Blancs è prodotto esclusivamente con vitigni a bacca bianca, principalmente lo Chardonnay. Il Blanc de Noirs deriva da vitigni a bacca nera — Pinot Nero o Pinot Meunier — il cui succo pigiato rimane incolore.
- Qual è il vitigno più diffuso nella Champagne?
- Il Pinot Nero è il vitigno più diffuso nella Champagne, dove copre il 38% dei vigneti. Il Pinot Meunier è al secondo posto, davanti allo Chardonnay, che rappresenta circa il 30% delle superfici coltivate.
- Perché il Pinot Meunier viene coltivato nella Valle della Marna?
- Il Pinot Meunier viene coltivato nella Valle della Marna per la sua resistenza alle intemperie e la sua capacità di maturare rapidamente, anche in terreni poco esposti, il che lo rende adatto alle zone soggette al gelo primaverile.
Chardonnay, Pinot Nero, Meunier: tre vitigni della regione dello Champagne dai profili completamente diversi, il cui assemblaggio definisce l'identità di ogni champagne.

Il vitigno è una varietà di vite che produce uva. Ne esistono circa
.200 in Francia e più di 10.000 nel mondo.
Lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Meunier rappresentano la quasi totalità dei
vitigni utilizzati nella produzione dello Champagne.
Da qualche anno, il Comité Champagne ha avviato un programma di ricerca per individuare nuove varietà. L’obiettivo è incrociare i vitigni autorizzati con varietà naturalmente resistenti a certe malattie o che presentano caratteristiche come una maturazione tardiva. Questo permetterebbe, a lungo termine, di ottenere una resistenza naturale e una capacità di adattamento alle nuove condizioni climatiche.
CHARDONNAY
Lo Chardonnay è il vitigno bianco per eccellenza dello Champagne. Occupa circa il 30% del vigneto.
Originario della Borgogna, è presente soprattutto nella Côte des Blancs. I suoi grappoli sono piccoli e allungati. Gli acini, ricoperti da una buccia piuttosto sottile, assumono tonalità dorate durante l’invaiatura. Ha un’ottima capacità di adattamento e dà vita a vini davvero eccezionali.
Sui terreni calcarei della Champagne, regala delicati aromi di agrumi, anice e fiori bianchi. Esprime alla perfezione la mineralità del terreno da cui proviene.
Con un’evoluzione lenta, è il vitigno ideale per l’invecchiamento dei vini grazie al suo forte potenziale aromatico. Conserva la freschezza del terroir ma offre anche una bella complessità quando matura in botte. Gli aromi si arricchiscono allora di spezie dolci, pane tostato e miele, accompagnati da una consistenza leggermente cremosa.
È particolarmente ricercato per la sua finezza, la sua eleganza e le sue qualità aromatiche.
PINOT NERO
Il Pinot Nero è il vitigno più diffuso nella Champagne. Copre il 38% del vigneto. È un vitigno a bacca bianca, presente nelle regioni della Montagna di Reims, della Côte des Bar e nella parte orientale della Valle della Marna.
Questo vitigno a maturazione precoce ha grappoli piccoli e compatti, che ricordano la pigna da cui prende il nome. I suoi acini, dalla buccia sottile, sono di un colore intenso con riflessi nero-bluastri o viola scuro. Producono un succo dolce e incolore.
Conosciuto da tempo in Borgogna, produce vini di grande finezza che offrono una vasta gamma aromatica.
Ideale sui terreni calcarei, dà il meglio di sé su suoli profondi e ben drenati. Conferisce al blend corpo e potenza. Si distingue per la sua struttura e la sua capacità di invecchiamento. È riconoscibile per i suoi aromi fruttati di ciliegia o ribes nero, ma anche per le note di spezie dolci come cannella o liquirizia e, a volte, di violetta.
Le sue caratteristiche variano a seconda del terroir.
Così, a nord della Montagna di Reims, i suoi aromi saranno potenti e decisi. Sulla Côte des Bars, saranno più morbidi, quasi vellutati. Per quanto riguarda Aÿ, capitale del Pinot Nero, saranno generosi e golosi.
PINOT MEUNIER
Nato da una mutazione del Pinot Nero, il Pinot Meunier è un vitigno a buccia nera e polpa bianca. Deve il suo nome alla pellicola biancastra presente sulle foglie giovani. È il secondo vitigno più coltivato nella Champagne, dopo il Pinot Nero e prima dello Chardonnay.
È apprezzato per il suo vigore e la sua resistenza alle intemperie. Per questo viene piantato su terreni che possono essere esposti al gelo primaverile, in particolare nella parte occidentale della Valle della Marna. Inoltre matura rapidamente e facilmente, anche nei terreni meno esposti.
Offre aromi di frutta fresca come lampone, mela o mirabella, con una bassa acidità. Usato da solo nel Blanc de Noirs o in assemblaggio, conferisce rotondità e morbidezza.
Il suo rapido invecchiamento lo rende ideale per gli champagne cosiddetti «Brut Sans Année», consentendo una maturazione più breve rispetto agli champagne millesimati.
Raramente presente nei Grand Cru e nei Premier
Cru, a lungo rimasto all’ombra del Pinot Nero e dello Chardonnay, il Pinot Meunier sta riscuotendo da poco un nuovo successo grazie all’associazione di viticoltori «Meunier Institut».
Gli altri vitigni
Sebbene nella produzione dello champagne siano ammessi altri vitigni, questi occupano solo lo 0,3% del vigneto. Chiamati a volte «vitigni dimenticati», sono quattro e sono tutti a bacca bianca. Si tratta dell’Arbane, del Petit Meslier, del Pinot Bianco e del Pinot Grigio.
L’Arbane, chiamata anche Albane, non viene praticamente più coltivata a causa della sua maturazione tardiva e delle rese scarse.
Ha aromi di agrumi e frutta bianca.
Il Petit Meslier è un vitigno precoce, il che lo espone alle gelate primaverili. Poco vigoroso e poco produttivo, sta tendendo a scomparire.
Piuttosto vivace, presenta aromi di agrumi caratterizzati da una bella acidità.
Il Pinot Bianco è un vitigno abbastanza vigoroso e dalla resa regolare. Presente soprattutto in Alsazia per la produzione, in particolare, del Crémant, rimane molto poco coltivato in Champagne.
Di acidità media, si caratterizza per i suoi aromi di frutta gialla.
Il Pinot Grigio, o Tokay in Alsazia, è anch’esso piuttosto vigoroso ma poco produttivo.
Si adatta bene ai terreni calcarei piuttosto profondi, relativamente asciutti e ben esposti.
Dona finezza e aromi. La sua bassa acidità lo rende poco adatto all’invecchiamento.
L’assemblaggio
Alcune cuvée cosiddette “mono-vitigno” mettono in risalto le qualità di un singolo vitigno. Ma le cuvée più comuni sono quelle ottenute dall’assemblaggio di diversi tipi di uva.
Questa è la pratica originaria dello champagne attribuita a Pierre Dom Pérignon. È infatti nella seconda metà del XVII secolo che il monaco cellariere dell’abbazia di Hautvillers praticò e sviluppò l’arte dell’assemblaggio. Il procedimento consisteva nel pigiare separatamente le uve per poi unire i diversi succhi. Dom Pérignon era solito assaggiare le uve dopo averle lasciate una notte all’aria aperta, prima di valutarne il gusto.
L’obiettivo era quello di trarre il meglio da ciascuno di essi.
Blanc de Blancs
Il termine «Blanc de Blancs» indica la cuvée elaborata esclusivamente con vitigni bianchi. Nella regione dello Champagne, si tratta quindi di cuvée ottenute principalmente da uve Chardonnay.
Questa denominazione viene usata anche per altri vini spumanti ottenuti da uve bianche.
La dicitura «champagne» sull’etichetta ti garantirà la qualità del prodotto.

