Frutto della maestria nella lavorazione del vetro della casa Lehmann
Sia nell’arte della tavola che nell’enologia, il bicchiere da vino è diventato un accessorio indispensabile, le cui qualità intrinseche possono intensificare l’esperienza e il piacere della degustazione. Da circa trent’anni, il marchio francese Lehmann ne valorizza appieno le potenzialità creando forme innovative e raffinate che esaltano i vini in generale, e lo champagne in particolare.
L’champagne inizia una danza circolare… Un giro, due giri, forse tre… Le bollicine si agitano un po’… Respira… Dopo la mano che, con un gesto fluido e sicuro, ha dato il via a questo grazioso balletto, il naso si avvicina e cattura gli aromi che si sprigionano. Poi la bocca sfiora il bordo, la testa si inclina leggermente all’indietro… Ecco, il degustatore e il vino fanno conoscenza più da vicino. Il bicchiere è stato lo strumento attivo di questo incontro. È stato lui a stabilire il contatto e a mettere entrambi nelle condizioni migliori: la sua linea, la sua trasparenza e la sua finezza hanno affinato la sensibilità sensoriale del degustatore, mentre la sua struttura studiata nei minimi dettagli ha permesso al vino di esprimersi pienamente.

L’importanza dei dettagli
Da buon servitore, un bicchiere deve avere tutte le qualità che fanno la differenza tra bere e degustare. È proprio per dotarlo di tutte queste qualità – estetiche, tecniche, funzionali – che lavora con costanza la maison Lehmann, insediata nella regione dello Champagne da circa trent’anni e che ha fatto del bicchiere da degustazione la sua grande specialità. Un oggetto intelligente e complesso, creato per accompagnare il vino, rivelarlo, valorizzarlo e rendergli onore. Nella sua progettazione, ogni dettaglio ha la sua importanza: la trasparenza del cristallo, la lunghezza dello stelo, il diametro del calice, il restringimento a forma di camino che concentra e conserva gli aromi… Tutte le parti sono unite in un perfetto equilibrio. Per sostenere e affinare il suo approccio, Lehmann ha coinvolto fin da subito nel suo processo creativo esperti riconosciuti nel mondo del vino e della gastronomia.
Le collezioni di bicchieri Lehmann ideate da ambasciatori di fama
È insieme a Gérard Basset, grande figura del mondo dei sommelier e pluripremiato a livello mondiale, che è nata la prima collezione Signature: una gamma di bicchieri di diverse forme e capacità. Un’esperienza poi ripetuta con Philippe Jamesse, ex capo sommelier del Domaine Les Crayères a Reims, poi con Arnaud Lallement, chef tre stelle Michelin dell’Assiette Champenoise, e infine con Fabrice Sommier, sommelier insignito del titolo di «Meilleur Ouvrier de France», ognuno con la propria visione del progetto e con la propria storia, il proprio stile e l’esperienza maturata nel proprio lavoro. Il risultato sono quattro collezioni ricche di sfumature, pensate per degustare i vini in tutta la loro diversità.

La rivoluzione dei bicchieri Ultralight
Sulla scia di queste collaborazioni prestigiose e feconde, Lehmann ha proseguito il suo percorso verso l’eccellenza. Dopo due anni di ricerca e sviluppo, nel marzo 2021 il marchio ha lanciato l’Ultralight, un processo innovativo che spinge ancora oltre i limiti della finezza e della leggerezza.«L’Ultralight riduce di circa il 30% lo spessore del vetro e del 30% il suo peso rispetto alle versioni standard soffiate a bocca o a macchina», spiegaClémenceRoche, responsabile marketing. Permette una rotazione del vino nel boccone più facile, più fluida e meglio controllata. L’estrema sottigliezza del bordo fa sì che il bicchiere passi inosservato in bocca. Incarna perfettamente la promessa di Lehmann: esaltare i momenti di degustazione.»
Bicchieri da degustazione ispirati al DNA dei Comtes de Champagne
Grazie alla sua vicinanza geografica e al suo posizionamento di alta gamma, Lehmann ha stretti legami con il mondo dello champagne. Grazie alle loro prestazioni enologiche e alla loro eleganza, i suoi calici si abbinano perfettamente a questo vino, di cui riflettono i valori e ottimizzano il meccanismo dell’effervescenza. Affidandosi a questo produttore locale, la maison Taittinger gli ha chiesto alla fine del 2020 di creare un bicchiere iconico all’altezza della sua cuvée«Comtes de Champagne». Guidato da Alexis Franzin, responsabile grandi clienti e sviluppo, il team di designer e esperti di marketing si è messo al lavoro sul progetto.«Siamo partiti da zero», racconta Clémence Roche,«e abbiamo proceduto per fasi per cercare di trasmettere sia il DNA del marchio Taittinger che quello della sua cuvée di prestigio».

Un flûte da champagne per esaltare lo chardonnay
Alla Maison Taittinger è stato organizzato un workshop che consisteva nel testare e valutare sei calici delle collezioni Lehmann, in base a diversi criteri: aspetto estetico (calice vuoto e pieno), comportamento delle bollicine, esperienza olfattiva, esperienza gustativa. Il bicchiere n. 4 della collezione Arnaud Lallement – uno dei due best-seller dell’azienda – è risultato il migliore in questa prova, soprattutto grazie alle sue qualità organolettiche.«È logico, perché è stato progettato per valorizzare i vini a predominanza di Chardonnay, come nel caso del Comtes de Champagne.» Partendo da questa base, il team ha ridisegnato la silhouette del bicchiere per renderlo più caratteristico, più maestoso e in linea con le aspettative, a volte contraddittorie, del cliente.
Un compromesso da trovare
«È stata una vera sfida», conferma Matthieu Bouatta, presidente e amministratore delegato di Lehmann,«perché, all’interno del management di Taittinger, c’erano due correnti: una difendeva la tradizione champenoise e voleva mantenere lo spirito di un flûte; l’altra spingeva verso l’innovazione e propendeva per una forma più simile a un bicchiere da vino, più al passo con i tempi.Dovevamo trovare il miglior compromesso possibile».Questo lavoro di precisione millimetrica ha portato alla creazione di quattro nuovi profili, stampati in 3D. I due più convincenti sono stati realizzati con la tecnica del soffiaggio a bocca Ultralight in uno stabilimento partner e hanno superato la prova definitiva della degustazione in condizioni reali. Ne è rimasto solo uno, molto slanciato ed elegante, di grande capienza (40 cl), con un’intensa effervescenza* che contribuisce all’estetica delle bollicine.

Impresa tecnica
Questo bicchiere, in cui il Comtes de Champagne dispiega tutta la sua complessità aromatica, rappresenta un grande passo avanti per Lehmann: primo progetto su misura ideato da zero per conto di un cliente; prima volta che lo stelo raggiunge un’altezza simile (255 mm); primo modello della nuova generazione degli Ultralight. A maggio 2022, una nuova impresa tecnica ha ulteriormente impreziosito l’immagine della maison: la trasformazione del suo Ultralight soffiato a bocca in Ultralight soffiato a macchina, con un risultato finale molto simile, soprattutto per quanto riguarda la nitidezza, che è la firma distintiva di un bicchiere da champagne…e il punto più delicato da realizzare.
Bicchieri da degustazione d’eccellenza
«Il risultato è superbo e promettente»,commenta Matthieu Bouatta.«Considerando che il mestiere del maestro vetraio è particolarmente difficile e che ce ne vogliono sei per realizzare un solo bicchiere, il soffiato a bocca finirà per diventare un prodotto di nicchia. Di fronte a questa evoluzione, l’Ultralight è per noi la soluzione. Questa tecnologia innovativa ha già dato una bella spinta alla notorietà dell’azienda. Puntiamo molto sulla sua versione meccanica per il futuro». Sulla scia dello champagne, che con le sue cuvée di prestigio e le sue annate sta trainando il mercato verso l’alto, anche il settore del vetro sta diventando sempre più premium grazie all’impulso di creatori come Lehmann, che puntano al non plus ultra.
* Una sorta di V situata tra la gamba e la parte inferiore del paraison che favorisce l’effervescenza