La guida definitiva ai "clos" della Champagne: quelli da non perdere
L’essenziale
I "clos" della Champagne sono 39 vigneti riconosciuti, circondati da muri o siepi, che creano microclimi unici. I più iconici — Clos des Goisses, Clos du Mesnil, Clos d'Ambonnay — offrono champagne millesimato di una rarità e una complessità senza pari, che rappresentano l'apice della qualità della Champagne.
- Quanti “clos” sono ufficialmente riconosciuti nella Champagne?
- La Champagne conta 39 clos ufficialmente riconosciuti. Il loro utilizzo sulle etichette è regolamentato da un decreto del 1921, che richiede un’autorizzazione dell’INAO per ogni vigneto riconosciuto come clos.
- Cosa rende il Clos des Goisses così speciale?
- Il Clos des Goisses si distingue per un microclima più caldo di 1,5 °C rispetto ai vigneti vicini e per i ripidi pendii a 45 gradi, condizioni che favoriscono uno sviluppo unico delle uve.
- Qual è l'origine storica dei "clos" della Champagne?
- I "clos" della Champagne hanno origine nelle abbazie cistercensi, dove i monaci circondavano i propri vigneti con alte mura di pietra. Dopo la Rivoluzione francese, il termine si è esteso a qualsiasi appezzamento recintato, anche se delimitato da siepi o alberi.
Dalle abbazie cistercensi fino ai giorni nostri, i clos della Champagne custodiscono le uve più pregiate: scopriamo insieme un patrimonio vitivinicolo unico.

Nel sontuoso panorama del vino, i “clos” della Champagne spiccano come gioielli della corona, simbolo dell’eccellenza e della tradizione vinicola francese. Questi vigneti recintati, circondati da mura, non sono solo la culla di alcuni degli champagne più esclusivi e ricercati al mondo, ma racchiudono anche storie affascinanti di terroir, savoir-faire e passione tramandate di generazione in generazione. L’importanza dei clos della Champagne per l’industria dello champagne non va sottovalutata: rappresentano sia un’eredità che una continua innovazione nella ricerca della perfezione enologica.
Questo articolo esplorerà in dettaglio la storia e le caratteristiche uniche dei clos della Champagne, offrendoti una panoramica dei clos più famosi che hanno segnato il panorama viticolo della regione. Immergendoci in questi emblematici vigneti recintati, scopriremo cosa li rende così speciali e perché l'champagne prodotto in questi ambienti controllati è così apprezzato dagli intenditori di tutto il mondo. Dalla complessità del loro terroir alla raffinatezza della loro produzione, seguite da consigli per una degustazione che metta in risalto le sottili sfumature di questi champagne d’eccezione, questo articolo vuole essere una guida definitiva per chi desidera approfondire la propria conoscenza dei clos della Champagne.
La storia dei Clos in Champagne
I clos della Champagne, questi vigneti circondati da muri o siepi, hanno una storia ricca e profonda, intimamente legata all’evoluzione vitivinicola della regione. Il termine “clos” ha origine nelle abbazie cistercensi, dove i monaci, per proteggere e isolare i loro vigneti, li circondavano con alte mura di pietra. Questa pratica, che modifica il microclima degli appezzamenti, permette di preservare la qualità dell’uva. Dopo la Rivoluzione francese, il termine si è esteso a qualsiasi appezzamento recintato, non solo da muri, ma anche da siepi o da fitti alberi.
Nel corso dei secoli, i «clos» sono diventati sinonimo di vini d’eccezione. Un decreto del 1921 regola l’uso del termine sulle etichette, richiedendo un’autorizzazione dell’INAO una volta che il vigneto sia stato riconosciuto come «clos». Oggi, nella Champagne ci sono 39 clos riconosciuti, ognuno con un clima unico e vini di grande qualità, che rendono i clos un simbolo di prestigio nel mondo dello champagne.
I Clos più famosi
Tra i clos della Champagne, il Clos des Goisses si distingue per la sua pendenza estrema e il suo microclima unico, accentuato dalle mura che circondano il vigneto. Il Clos du Mesnil, acquisito da Krug nel 1971, illustra la singolarità dello Chardonnay proveniente da un unico terroir. Allo stesso modo, il Clos d’Ambonnay è rinomato per il suo Pinot Nero d’eccezione, che esprime appieno il terroir di Ambonnay. Il Clos Cazals, con i suoi vigneti di Chardonnay, e il Clos des Bouveries, mettono in evidenza l’importanza della posizione e della gestione meticolosa degli appezzamenti. Il Clos de Cumières dello Champagne Jestin è un vigneto storico, risalente al XVIII e XIX secolo, ed è probabilmente uno dei più antichi clos della Champagne. Il Clos A. Bergère Clos 2018, il Clos du Moulin e il Clos des Faubourgs de Notre Dame dimostrano come i clos storici continuino a definire gli standard di qualità superiore nella Champagne. Ognuno di questi clos illustra un aspetto unico della competenza e della tradizione dello Champagne, offrendo champagne di qualità e complessità senza pari.
Caratteristiche dei Clos di Champagne
Definizione e origine
Un «clos» nella Champagne è un vigneto circondato da muri o siepi, che crea un microclima unico e davvero speciale. Storicamente, questi «clos» erano vigneti recintati, protetti da strutture che nemmeno un cavallo avrebbe potuto scavalcare.
Diversi stili di produzione
Questi clos producono champagne d’eccezione, selezionando raramente le loro annate. Quando viene dichiarata un’annata, rappresenta un’occasione da non perdere, che mette in risalto una qualità eccezionale e una complessità straordinaria.
L’influenza del terroir
Il Clos des Goisses illustra l’impatto del terroir con un microclima ben definito, più caldo di 1,5 °C rispetto ai vigneti adiacenti, che favorisce uno sviluppo unico delle uve sui ripidi pendii con pendenza di 45 gradi.
Esclusività e rarità
Con soli 39 clos riconosciuti, questi vigneti rappresentano l’apice della qualità nella Champagne. Ogni clos, con le sue caratteristiche climatiche e il suo terroir unico, produce champagne che non solo sono esclusivi, ma anche tra i più rari e ricercati al mondo.
Degustazione e consigli
Consigli per la degustazione
La degustazione dello champagne inizia con l’osservazione del tappo, che deve essere leggermente umido e di colore uniforme, segno di una buona conservazione. Osservando lo champagne nel bicchiere, nota il colore, la limpidezza e l’attività delle bollicine. L’aroma si sprigiona senza agitare, rivelando note che possono essere fruttate o floreali. Durante la degustazione, lascia che lo champagne avvolga il tuo palato, apprezzandone l’acidità, la consistenza e i sapori che si evolvono, offrendo un’esperienza ricca e complessa.
Consigli sulle annate
Gli champagne non millesimati dominano la produzione, ma le annate esprimono un carattere unico che migliora con il tempo. Le annate recenti come il 2019 e il 2018 sono eccellenti e offrono freschezza e complessità. Per un’esperienza ottimale, servi questi champagne alla giusta temperatura e apprezza la loro finezza e persistenza in bocca, che riflettono la qualità e la cura con cui sono stati prodotti.
Conclusione
I clos della Champagne, con i loro microclimi distinti e le loro uve d’eccezione, formano un ecosistema quasi isolato, che produce alcuni degli champagne più prestigiosi. Questi vini, spesso non millesimati, diventano imperdibili quando viene dichiarata un’annata eccezionale. Il Clos des Goisses ne è un esempio lampante, dove il terroir e la storia si fondono per offrire un’esperienza sensoriale incomparabile, che ricorda i Grand Cru della Borgogna. Questi clos, limitati a 39, simboleggiano l’apice della qualità e dell’esclusività nella Champagne, rendendo ogni bottiglia un tesoro raro e ricercato.
FAQ
Quali sono gli champagne più consigliati al mondo?: Tra gli champagne più apprezzati a livello mondiale ci sono Pol Roger, Krug, Louis Roederer, Charles Heidsieck, Bollinger, Billecart-Salmon, Jacquesson e Dom Pérignon.
Il vigneto della Champagne è diviso in quattro regioni principali: la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des Blancs e la Côte des Bar. È composto da circa 281.000 appezzamenti, ciascuno con una superficie media di 12 are. Storicamente, 17 villaggi hanno ottenuto la denominazione “Grand Cru” e 44 villaggi quella di “Premier Cru”. I tre elementi chiave del terroir dello Champagne – il clima, il suolo e il sottosuolo, e il rilievo – formano una combinazione unica, un mosaico di micro-terroir dalle caratteristiche irripetibili. Il know-how dei 15.000 viticoltori della Champagne permette di sfruttare al meglio queste caratteristiche.
Il vigneto della Champagne è suddiviso in quattro regioni principali: la Montagna di Reims, la Valle della Marna, la Côte des Blancs e la Côte des Bar. È composto da circa 281.000 appezzamenti, ciascuno con una superficie media di 12 are. Storicamente, 17 villaggi hanno ottenuto la denominazione “Grand Cru” e 44 villaggi quella di “Premier Cru”. I tre elementi chiave del terroir della Champagne – il clima, il suolo e il sottosuolo, e il rilievo – formano una combinazione unica, un mosaico di micro-terroir dalle caratteristiche uniche. Il know-how dei 15.000 viticoltori della Champagne permette di sfruttare al meglio queste caratteristiche.
Qual è la cantina di champagne più impressionante da visitare?: La casa Moët & Chandon a Épernay è famosa per le sue vaste cantine, che si estendono per 28 km. Queste cantine, scavate nel gesso della Champagne, sono tra le più grandi e rinomate della regione.
Quali sono le cantine da non perdere a Reims?: A Reims, le cantine da non perdere sono quelle della Maison Pommery, della Maison Taittinger, della Maison Veuve Clicquot, della Maison Lanson e della Maison Ruinart.
Quali case di champagne vale la pena visitare a Reims?: A Reims, ti consigliamo di visitare le case Champagne Lanson, Champagne Veuve Clicquot, Champagne Vranken Pommery, Champagne Ruinart e Champagne Taittinger.



