
BeaugrandCarte Blanche Brut
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In cima alla collina di Montgueux, a dieci chilometri da Troyes, il gesso turoniano e la selce danno vita a champagne di una rarissima unicità. È su questi terreni che si è forgiata la reputazione di Montgueux come «Montrachet della Champagne» — un terroir esposto a sud, ambito persino dalle più grandi case di champagne. Hélène Beaugrand, quarta generazione di una famiglia di viticoltori insediata qui dal 1919, ha fondato nel 2018 il proprio marchio di «Récoltant-Manipulant» per esprimere senza compromessi l’identità di questi 3 ettari di vigneti con viti di almeno 45 anni. Lunghi affinamenti sur lies (oltre 36 mesi), dosaggi vicini allo zero, certificazione HVE 3: le sue cuvée ottengono da 92 a 93 punti da James Suckling e 92 punti dal Wine Spectator, a conferma del prestigio internazionale di una tenuta decisamente artigianale.

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La gamma ruota attorno allo Chardonnay di Montgueux. Il Grand Carré si presenta in due versioni iconiche: Extra Brut (1 g/l) per la sua croccantezza e freschezza, e Brut Nature (0 g/l) per una purezza assoluta — entrambe perfette con ostriche, capesante o un pesce pregiato in salsa leggera. Il Cabane Extra Brut (3 g/l), proveniente da un appezzamento a metà pendio più strutturato, si abbina volentieri a un rombo con salsa beurre blanc o a un pollame di qualità. Il Rosé Henriette Extra Brut (Pinot Meunier e Pinot Noir) si esalta con un formaggio dell’Aube, fragole di bosco o un foie gras saltato in padella. Il Particules Élémentaires Brut (Chardonnay e Pinot Noir, 5 g/l) e l’annata Au Cœur des Racines 2018 (100% Chardonnay, 2 g/l) completano la gamma per le grandi occasioni e le tavole gastronomiche.
Da servire tra gli 8 e i 10 °C in un bicchiere a tulipano o da Borgogna per far risaltare gli aromi minerali e le note fruttate esotiche, queste cuvée Extra Brut si apprezzano nei 3-5 anni successivi alla sboccatura. Il millesimato Au Cœur des Racines 2018 ha un potenziale di invecchiamento di un decennio dopo l’imbottigliamento.
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Fondata nel 1919 da Gustave Beaugrand, la tenuta si è tramandata di generazione in generazione sulla collina di Montgueux, un terroir atipico dell’Aube i cui terreni di gesso turoniano e selce producono Chardonnay dalla mineralità distintiva. Nel 2018, Hélène Beaugrand, quarta generazione, compie un passo decisivo: crea il proprio marchio di «Récoltant-Manipulant», selezionando i tre migliori ettari di famiglia per firmare cuvée interamente controllate, dalla vite alla capsula. Il Rosé Henriette, una cuvée delicata che prende il nome in omaggio a sua nonna, porta avanti la memoria di famiglia in ogni bicchiere.
In cantina, la filosofia è quella del rispetto assoluto del terroir: affinamento di almeno 36 mesi sur lies, dosaggi da 0 a 5 g/l a seconda delle cuvée, vigneti di almeno 45 anni che attingono in profondità dal gesso per offrire complessità e mineralità. La certificazione HVE 3 (Alto Valore Ambientale) testimonia un impegno per una coltivazione ragionata, in armonia con l’unicità di un vigneto che le grandi case dello Champagne hanno cercato a lungo di fare proprio.

