
Louise BrisonImpertinente Rosé
34,96 €

Louise Brison incarna una visione radicale dello champagne: 100% millesimato, zero dosaggio, affinamento in botti di rovere e invecchiamento in cantina di almeno cinque anni. Dalla Côte des Bar, sui terreni argilloso-calcarei del Kimmeridgiano dove i fossili marini testimoniano un terroir d’eccezione, Delphine Brulez porta avanti l’eredità della nonna Louise Brison, viticoltrice attiva già dal 1910. L’azienda, certificata Agricoltura Biologica dal 2020 dopo una conversione iniziata nel 2017, coltiva i suoi 15 ettari di Chardonnay e Pinot Nero senza l’uso di prodotti chimici. Ogni cuvée — dalla linea «A L'Aube» al raro «Blanc de Blancs Tendresse 2014» — esprime il carattere unico della sua annata, pensata per accompagnare le migliori tavole gastronomiche.

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La linea A L'Aube riunisce le cuvée di punta della casa: la Brut Nature Bio 2020 el'Extra Brut Bio, due assemblaggi di Chardonnay e Pinot Nero dalla precisione salina, ideali come aperitivo o con ostriche e frutti di mare. Il Rosé Brut Nature Bio 2020, con delicate note di frutti rossi, si esalta con un pollo al tartufo o un salmone in crosta. La Cuvée Tendresse Blanc de Blancs 2014 — 100% Chardonnay di squisita rarità — rivela tutta la sua finezza con le capesante e l’aragosta. Lo Chardonnay Côte des Bar 2017 si abbina bene ai formaggi a pasta pressata, mentre le preziose annate Brut Nature 1997–2011 si sposano alla perfezione con i grandi piatti della gastronomia.
Servi l'champagne Louise Brison a una temperatura compresa tra 8 e 10 °C, in un flûte stretto o in un bicchiere a tulipano per preservarne i delicati aromi. Senza dosaggio e invecchiati almeno cinque anni in cantina, sviluppano un notevole potenziale di invecchiamento: considera dai 5 ai 10 anni in più per le annate recenti, in una cantina a 10–12 °C, al riparo dalla luce e dalle vibrazioni.
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L'azienda prende il nome da Louise Brison, una viticoltrice che coltivava già questi terreni della Côte des Bar fin dal 1910. È su questa eredità centenaria che Delphine Brulez ha costruito il suo progetto: 15 ettari coltivati con viticoltura biologica certificata, con un assemblaggio di Pinot Nero (70 %) e Chardonnay (30%) sui pendii kimmeridgiani di una sottoregione a lungo sottovalutata, oggi riconosciuta per la tensione e la mineralità che conferisce agli champagne.
La filosofia si basa sul rifiuto di qualsiasi dosaggio e sulla pazienza. Dopo la pigiatura con il torchio Coquard, i vini vengono affinati in botti di rovere usate per nove mesi per sviluppare la loro complessità, poi invecchiati in cantina per oltre cinque anni prima di essere immessi sul mercato. Nessuna annata è uguale all’altra: ogni cuvée riflette esattamente l’impronta della sua annata.

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