
Jestin
Extra-Brut 2010
Colore dorato intenso, con riflessi ambrati, sotto bollicine fini e tranquille. Al naso è quello di un grande champagne maturo: mela al forno, mirabella candita, miele e cera d’api, seguiti da nocciola tostata e pane tostato, note che derivano dalla botte e da oltre quattordici anni di affinamento…
LE CUVÉE DELLA CASA JESTINIl parere degli esperti
La struttura di questo champagne
LA DEGUSTAZIONE
Colore dorato intenso, con riflessi ambrati, sotto bollicine fini e tranquille. Al naso è quello di un grande champagne maturo: mela al forno, mirabella candita, miele e cera d’api, seguiti da nocciola tostata e pane tostato, note che derivano dalla botte e da oltre quattordici anni di affinamento sui lieviti. Al palato è ampio, vinoso, ma rimane pulito: lo zero dosage non lascia alcuna nota sgradevole, e lo chardonnay di Trépail slancia la struttura fino a un finale lungo e salino, con note di mandorla e scorza d’arancia. Da servire a circa 10-12 °C, in bicchieri grandi, e da lasciare respirare.
La composizione

Terroirs
Tre villaggi, tre viticoltori, tre vitigni. Lo chardonnay, che costituisce la metà dell’assemblaggio, viene da Trépail, Premier Cru della Montagne de Reims, da David Léclapart; il meunier, un quarto, da Cumières, Premier Cru della Vallée de la Marne, da Georges Laval; il Pinot Noir, un quarto, da Bouzy, Grand Cru della Montagne de Reims, da Benoît Lahaye. Tre tenute certificate in agricoltura biologica e gestite secondo i principi della biodinamica, vendemmiate nei giorni «da frutto». Hervé Jestin affina i vini per dieci mesi in botti di rovere, seguendo i cicli lunari, poi li lascia riposare per oltre quattordici anni sui lieviti: l’annata 2010 è stata sboccata solo nel marzo 2026, senza alcun dosaggio. 5.050 bottiglie, 12% vol.
Informazioni su questa casa
Hervé Jestin ha lavorato per ventiquattro anni come responsabile della cantina di Duval-Leroy prima di fondare la propria azienda a Épernay, nel 2006. Impegnato nella biodinamica da oltre trent’anni, offre consulenza a tenute biodinamiche in Francia e all’estero e firma i vini di Leclerc Briant. Il suo marchio di fabbrica: la bioenergia, un’interpretazione dei cicli lunari e planetari applicata a ogni fase, dalla vendemmia alla sboccatura, con il minor intervento possibile.
Per molto tempo la casa non ha posseduto alcun vigneto. La sua cuvée millesimata è un vino d’autore: Hervé Jestin sceglie le uve di tre viticoltori biologici che ammira, David Léclapart, Georges Laval e Benoît Lahaye, le vinifica in botte e le lascia riposare molto più a lungo del solito. L’Extra Brut 2010, sboccato nel marzo 2026, ne è la dimostrazione.
L'accordo perfetto
Aperitivo
Le note di nocciola e di cera del vino ricordano quelle di un Comté stagionato a lungo; lo zero dosage contrasta con la grassezza del prosciutto.
Entrata
Note di sottobosco e sentori tostati della botte in contrasto con l’umami dei funghi: l’abbinamento perfetto per uno champagne maturo.
Piatto
La corposità del 2010 e la sua persistenza si abbinano perfettamente a un pollo al tartufo, proprio come farebbe un grande bianco di Borgogna.
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